Lorenzo de' Medici

da Giulio Busi | January 1, 1970

Lorenzo de' Medici da Giulio Busi

Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico (1449-92), è uno dei personaggi più rappresentativi della storia italiana. Nessun intellettuale, infatti, ebbe nelle proprie mani altrettanto potere e nessun uomo di governo fu così consapevole della propria cultura. Buon politico e mediocre banchiere, ottimo poeta e scadente stratega, Lorenzo diede prova in più occasioni di coraggio fisico e destrezza, ma ebbe anche un raffinato gusto per l'arte, e fu padrone di Firenze senza mai mostrarlo apertamente. Ricco, elegante, colto, sciupafemmine e ambiguo, capace di slanci generosi e, se necessario, di una buona dose di crudeltà, egli impersona pregi e difetti di un'età irripetibile, oltre che il culmine dell'epopea dei Medici, la famiglia che più di ogni altra ha promosso lo splendore del Rinascimento. Con lo sguardo complice e il passo sicuro di chi conosce a fondo epoca e luoghi, Giulio Busi segue Lorenzo nella sfera privata, negli amori e nelle amicizie, e lo accompagna nella sua ascesa alla ribalta della politica italiana e internazionale: la Firenze di Leonardo e del giovane Michelangelo, la Milano opulenta degli Sforza, la Roma degli intrighi pontifici, la Napoli florida di Ferrante d'Aragona, la Venezia dei traffici e dei sospetti. Attorno a Lorenzo, intanto, si muove la scena concitata del Quattrocento italiano. Tutti lo ammirano, alcuni lo odiano, qualcuno cerca di ucciderlo. Nel duomo di Firenze, nell'aprile 1478, i pugnali dei congiurati massacrano suo fratello Giuliano. Lui sfugge d'un soffio alla morte, e subito si abbandona a una vendetta implacabile. Uscirà dalla tormenta più forte, più solo, più Magnifico che mai. In questa biografia elegante, rigorosa nelle fonti ma anche poetica e ironica, la straordinaria vita di Lorenzo de' Medici trova finalmente un racconto all'altezza dei suoi fasti e delle sue contraddizioni.

Il cuore nero dei servizi da Piero Messina

Il cuore nero dei servizi

da Piero Messina

Splendore e viltà da Erik Larson

Splendore e viltà

da Erik Larson

Svegliami a mezzanotte da Fuani Marino

Svegliami a mezzanotte

da Fuani Marino

Rapita dalla giustizia

da Angela L. & Caterina Guarneri | January 1, 1970

Rapita dalla giustizia da Angela L. & Caterina Guarneri

Angela è una ragazza come tante. Ha vent'anni, lunghi capelli neri, una famiglia che l'adora, una vita serena e un futuro che l'aspetta. Tutte cose che siamo abituati a dare per scontate, ma che fino a pochi anni fa per lei erano solo un sogno, un ricordo che il tempo aveva nascosto nelle pieghe di un assurdo errore giudiziario. Tutto comincia il 24 novembre 1995, quando un'assistente sociale e due carabinieri si presentano alla scuola elementare di Masate, un piccolo centro del milanese. Angela viene prelevata senza capire che sta succedendo. Ha solo sei anni e non può sapere che questo sarà l'inizio della sua terribile storia. Da quel giorno, la sua vita sarà un calvario di orfanotrofi e interrogatori, esami e test psicologici continui per strapparle di bocca un'orribile verità: il Tribunale dei minori è convinto che suo padre Salvatore abbia abusato di lei. Sua cugina Antonella, anche lei minorenne, avrebbe già confessato tutto. Ma per la piccola Angela quell'orribile verità non è altro che una spudorata menzogna, il frutto di una mente turbata: suo padre le vuole bene, lei lo sa. È ancora una bambina, ma ha già capito di essere finita in un mondo alla rovescia: gli uomini e le donne della Giustizia sono diventati i suoi nemici, non sono lì per aiutarla, ma per strapparle la sua identità. Niente più capelli lunghi, via perfino il suo cognome che è l'ultimo legame con i suoi affetti, quelle stesse persone che il tempo sta trasformando in ricordi sempre più sfumati. Oggi, tredici anni dopo quel 24 novembre, Angela ha deciso di raccontare la sua terribile avventura: la sua infanzia rubata, la sua adolescenza tradita, la sua identità ritrovata. La storia di una bambina rapita dalla giustizia.

Fine pena: ora da Elvio Fassone

Fine pena: ora

da Elvio Fassone

Cometa sull'Annapurna da Simone Moro

Cometa sull'Annapurna

da Simone Moro

Non mi sono mai piaciuta

da Valentina Dallari | January 1, 1970

Non mi sono mai piaciuta da Valentina Dallari

«Pesavo 37 chili, mi sono messa a piangere ma ero felice.» Valentina non si è mai piaciuta. È timida e ama tanto stare da sola, solo la musica può restare. L'immaginazione è la sua casa, si distrae in fretta e parla tanto. Non è felice, o forse sì ma non lo capisce neanche lei. C'è una voce in testa che non si stacca. Non vuole liberarla. Chissà se la punirà prima o poi. Valentina è dura ma non lo è. È bella, dicono. Ma lei odia specchiarsi. Ascolta tanto e pensa troppo. Le passa tutto addosso ma non scivola mai. Tiene tutto. E manda giù. Prima o poi passa, dice sempre. Non dorme, lei ama la luna. Ama il cielo scuro e le stelle. La notte la possiede. Lei è il sole ma è anche la luna. Le piace perdersi, ma anche ritrovarsi. Perdersi la fa scappare dove niente può ferirla. Fugge per anni, è la cosa che preferisce fare, volare via. Le piace giocare con il destino, non è sempre attenta. Cuore grande. Però vuole essere più leggera. Valentina odia le sue gambe. Non vuole mangiare più. Valentina non vuole sentire più. Valentina non vuole vedere più. Valentina non vuole vivere più. Ha freddo e non ride più. Non ama nessuno. Valentina ha il viso scavato. Vuole essere più leggera. Ce la può fare, dice. Valentina non riesce a camminare, ma forse è solo stanca. Sarà sicuramente così. Le gira sempre la testa e dice che parlare è faticoso. Non ha più amici ma non sembra triste. Non sembra felice. Non sembra e basta.

L'Avversario da Emmanuel Carrère

L'Avversario

da Emmanuel Carrère

Spacca l'infinito da Piero Pelù

Spacca l'infinito

da Piero Pelù

Non mi sposerò mai

da Stefano D'Orazio | January 1, 1970

Non mi sposerò mai da Stefano D'Orazio

«Non mi sposerò mai! Me lo sono ripetuto per tutta la vita, sin da quando ero ragazzino. Ogni volta che si sfiorava l’argomento matrimonio, o che qualcuno nella mia cerchia di conoscenti minacciava di sposarsi, o che mi sentivo rivolgere domande del tipo “Ma non hai mai pensato di mettere la testa a posto?”, il mio mantra era puntualmente lo stesso: “Non mi sposerò MAI”.» E a questo mantra Stefano D’Orazio si è tenuto stretto con tutte le forze, mentre attorno a lui amici e compagni cadevano vittima uno dopo l’altro del «sacro vincolo» (e gli altri Pooh si sposavano due o tre volte a testa). Ma nella vita di ogni uomo, si sa, c’è una donna destinata a fargli perdere completamente la testa e a rivoltargli la vita come un calzino. E così, dopo soli dieci anni di convivenza, in una notte sconsiderata di inizio estate ‒ e in diretta TV dall’Arena di Verona ‒ Stefano è arrivato a formulare la fatidica proposta alla sua amata Tiziana. E vissero felici e contenti? No, questo è solo l’inizio della nostra storia. Perché al giorno d’oggi mettere in piedi un matrimonio è più impegnativo che dar vita a un tour di cinquanta concerti negli stadi. I futuri sposi vengono risucchiati in un girone dantesco popolato da Wedding Planner e Flower Stylist, Manager dal sangue blu e Hostess svampite. Da questa esperienza Stefano è uscito più saggio, più sfinito e soprattutto più sposato: essendo sopravvissuto per raccontarcela, condivide con i fan che lo seguono da una vita e con gli sventurati che hanno in mente di sposarsi tutti i trucchi e i segreti per organizzare il «giorno più bello» senza avere una crisi di nervi e senza desiderare di uccidersi a vicenda. Un anti-manuale ironico, irriverente e sincero come il suo autore, ma in fondo anche una romantica storia d’amore: perché pure sotto la scorza del più duro dei batteristi batte un cuore.

L'unica regola è che non ci sono regole da Reed Hastings & Erin Meyer

L'unica regola è che non ci sono regole

da Reed Hastings & Erin Meyer

L'asciugona da Lodovica Comello

L'asciugona

da Lodovica Comello

Io sono Malala da Malala Yousafzai

Io sono Malala

da Malala Yousafzai

Lucio Dalla

da Ernesto Assante & Gino Castaldo | January 1, 1970

Lucio Dalla da Ernesto Assante & Gino Castaldo

Aveva dita troppo corte per suonare il piano, non conosceva abbastanza la musica per comporre, aveva un fisico lontano da ogni canone, aveva collezionato insuccessi discografici, non aveva una cultura da intellettuale. Eppure è diventato uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana. Ernesto Assante e Gino Castaldo, due autorità del giornalismo musicale, hanno recuperato tutte le tracce e le note di Lucio Dalla per ricostruire il ritratto che non c'era, e che decisamente mancava, dell'artista nato il 4 marzo del 1943. Una biografia umana piena di musica, e una biografia musicale piena di vita. Popolarissimo eppure mai conforme, sempre in mostra eppure indecifrabile, amatissimo eppure senza amore, Lucio Dalla si muove in queste pagine con tutto il suo fascino e la sua imprevedibilità. Passando dalla canzone dei "parolieri" ai "poeti", dal jazz alla "canzonetta", dal pop di consumo al cantautorato, fino a una sorta di teatro musicale di profonda coscienza civile e politica, attraversa col suo modo buffo e beffardo la storia della musica italiana, con quell'aria da giullare stralunato con cui si permetteva di fare quel che gli pareva. E proprio la storia della musica italiana emerge in queste pagine, raccontata in modo magistrale da Assante e Castaldo, con ricchezza di aneddoti e intelligenza critica. Ma emerge soprattutto la figura di un artista unico e imparagonabile, un numero primo irriverente e libero, capace di andare contro tutto e tutti grazie al suo genio e alla sua caparbietà.

Storie di ordinaria follia da Charles Bukowski

Storie di ordinaria follia

da Charles Bukowski

Una terra promessa da Barack Obama

Una terra promessa

da Barack Obama

L'ora della verità da Chiara Facchetti

L'ora della verità

da Chiara Facchetti

Immortale. Ayrton Senna il campione di tutti

da Beppe Donazzan | January 1, 1970

Immortale. Ayrton Senna il campione di tutti da Beppe Donazzan

Il primo maggio 1994 Ayrton Senna, il pilota più amato e idolatrato della storia, perde la vita a causa di un terribile incidente alla curva del Tamburello sulla pista di Imola. Sono trascorsi vent'anni, ma il ricordo delle sue gesta fa ancora emozionare i tifosi nel mondo. Morendo, Ayrton Senna, il campione di tutti, è divenuto immortale. Beppe Donazzan quel giorno a Imola c'era. Ha assistito al drammatico schianto, è stato testimone degli ultimi quattro giorni del pilota brasiliano, descrivendo l'inquietudine e i tanti misteri prima dell'ultima partenza. Ha raccontato il dolore della gente, le feroci polemiche e il processo. Oggi Donazzan celebra Senna in un libro che narra la storia, la morte e l'eredità lasciata dal grande campione, riannodando il filo che lega le sue imprese a quelle di chi lo ha seguito e che, nella straordinaria personalità di Ayrton, continua a ritrovare un'inimitabile lezione di sport e di vita.

Mina da Luca Cerchiari

Mina

da Luca Cerchiari

Con grazia e coraggio da Vittoria Iacovella

Con grazia e coraggio

da Vittoria Iacovella

Gianni Agnelli in bianco e nero

da Alberto Mazzuca | April 3, 2021

Gianni Agnelli in bianco e nero da Alberto Mazzuca

Cent’anni fa, il 12 marzo 1921, nasceva a Torino Gianni Agnelli: il primo moschettiere di quell’industria tricolore in grado di risorgere dalle ceneri del secondo conflitto mondiale. Al volante della Fiat, la più grande azienda del Belpaese, l’Avvocato è stato ed è ancora oggi il simbolo di quel «made in Italy» che ha fatto della creatività la propria bandiera, un portacolori capace di coniugare il rigore sul lavoro, tipico del nonno fondatore Giovanni e di altri maestri, come Vittorio Valletta, con i piaceri della vita, an- che attraverso la sua amicizia con molti protagonisti del secolo breve, da Kennedy a Kissinger a Truman Capote. Icona di stile e di eleganza, amatissimo dal pubblico e avversato dai concorrenti, con fama di playboy dal cuore tenero, ma anche marito e padre, patriota e cosmopolita, tifoso della “sua” Juventus, uomo d’affari capace di rischiare: Gianni Agnelli è l’enigmatico e affascinante Erede, con la maiuscola, della nuova dinastia sabauda, che arriva quasi ad assumere i connotati di una royal family nostrana. Alberto e Giancarlo Mazzuca ne ricostruiscono la vicenda in questo saggio avvincente e ricchissimo di particolari inediti, e nel farlo ripercorrono non solo la storia del nostro Paese, ma an- che la nascita di quello che è oggi, a tutti gli effetti, un mito italiano.

Il Portavoce da Rocco Casalino

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La carezza della memoria da Carlo Verdone

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Categoria Libri
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